FUNZIONA DAVVERO?
A proposito di “funzionale” e dintorni…
di AMEDEO MARSAN
Verso quale argomento rivolgere una simile domanda, vi chiederete? In effetti le possibilità sono tante, le più disparate.
Vogliamo parlare dalla manovra svuota-tasche del governo degli ottimati, di recente nomina… reale? Una manovra che, nel goffo e tardivo intento di aggiustare i conti del disastrato “sistema Italia”, prevede interventi così banali, iniqui ed esosi (con lo stato che entra persino nei conti correnti dei cittadini…) che anche il più improbabile degli economisti sconsiglierebbe: ovvero, come impoverire un Paese – con aumenti indiscriminati, ad “alzo zero” – nel tentativo di salvarlo! Peraltro, senza incidere significativamente sui veri meccanismi del deficit pubblico.
Funzionerà davvero? Ne dubito, purtroppo – ma intanto pago, paghiamo. E zitti, mi raccomando – per carità di Patria! Mica vorremo mettere in dubbio le qualità dei nostri “tecnici”? Perché ce li siamo scelti con cura – vero?!?
Oppure che dire, per restare sempre in simili ambiti, ben più elevati delle nostre misere faccenduole di ominidi “tutto muscoli e niente cervello”, del severo monito quirinalizio – secondo il quale “la democrazia non è sospesa”? Ma, mi chiedo: se davvero non lo fosse, almeno in certi suoi non irrilevanti aspetti, ci sarebbe bisogno di ribadirlo ad ogni pie’ sospinto? Non sarà mica che ci troviamo di fronte ad una sottile forma di “Excusatio non petita…”? – con tutto ciò che, notoriamente, ne consegue… E poi, funziona davvero così la democrazia? Verrebbe da chiedere lumi ai sommi filosofi ateniesi o ai padri costituenti…
Ma lasciamo perdere questi argomenti: non vorrei che, nel frattempo, avessero definitivamente sospeso anche la libertà di espressione…
Veniamo, dunque, alle nostre consuete bagattelle culturistiche – e parliamo di “funzionale”.
Come avranno notato tutti gli appassionati, da un anno a questa parte, in ogni ambito afferente al settore della palestra, non si parla di altro. Al punto tale che sarebbe da chiederci come abbiamo potuto fare ad allenarci, fino a questo momento, senza un adeguato retroterra funzionale – e soprattutto senza accorgerci della sua mancanza (o, per i più perspicaci, della sua presenza noumenica)…
A dire il vero, anche noi di “CF” – anzi, se mi concedete l’oggettivo diritto di primogenitura, noi per primi in Italia – abbiamo introdotto il concetto di “funzionale”, ovviamente abbinato alla cultura fisica.
L’intuizione originale è del dott. Filippo Massaroni e del suo gruppo di ricerca “CFC” (che rimane ben saldo sulle sue basi tecniche e scientifiche, storicamente fondate sulla NABBA-Italia). Per chi non lo ricordasse, sto parlando di tre anni fa; quando, tra i sorrisini di molti (quegli stessi sorrisini di quegli stessi “ladri di idee” che prima sbeffeggiarono il concetto di “Altezza/peso”, per poi trasferirlo e soprattutto tra-sformarlo a proprio piacimento nelle loro stesse competizioni – le quali, a un certo punto, si sono “salvate”, se non altro a livello numerico, soltanto in virtù della massiccia presenza di atleti nelle categorie “H/P”, appunto…), l’amico e prezioso collaboratore Filippo propose il progetto di “Cultura Fisica Funzionale”, prendendo le mosse da un lungimirante articolo (“Il limite della tolleranza”, pubblicato all’interno del numero 402 di “CF”) che a sua volta recepiva alcune delle istanze più propositive del concetto di “Neoculturismo” (una mia vecchia aspirazione).
Ebbene, dopo gli iniziali sorrisini (beoti) di circostanza, spesso tipici di chi ha capito ben poco, e palesando quel ritardo tipico di chi non ha inventiva, tanti operatori del settore si sono messi a disquisire di “funzionale”. Grazie a cotali e cotanti esegeti del functional, un semplice aggettivo è diventato una moda – sostantivandosi. E dato che un po’ di “funzionale” non si nega a niente e a nessuno, tutto è diventato tale. Quasi per magia. A questo proposito, vi rimando alla nostra consueta rubrica sul tema – quanto mai ricca di contributi, proposte e considerazioni.
Ciò che mi preme sottolineare, in questa sede, è la disfunzionalità insita nel tentativo di abbinare il termine “funzionale” ad ogni aspetto dell’umana esistenza (in palestra e fuori). È a questo proposito che si pone la domanda delle domande: il “funzionale” funziona davvero? Subito incalzata da un’altra: ma la “Cultura Fisica Funzionale” a cosa è funzionale: al culturismo per come lo conosciamo o ad una sua evoluzione? Ancora una volta, vi invito a leggere con attenzione quanto proposto in questo numero della rivista.
Visto che ci siamo, e allargando la prospettiva, in conclusione torno alla domanda iniziale: ma il body-building agonistico “funziona” davvero? O meglio, qual è la sua funzione?
In questo stesso numero di “CF”, tra i servizi concernenti le competizioni nazionali e internazionali di ben nove sigle federali, primeggia per rilievo il consueto speciale sul “Mr. Olympia”. Piaccia o meno, l’agonismo ai suoi massimi livelli. Ripropongo nuovamente le mie domande: lo show di Las Vegas funziona davvero? E qual è la sua funzione? A cosa è, appunto, “funzionale” una manifestazione del genere? Pensiamoci.
Come ho più volte affermato, non credo che gli attuali massimi campioni della nostra disciplina possano veicolare l’attenzione delle persone “comuni” verso il mondo delle palestre – come invece riuscivano a fare, con i loro splendidi esempi, i vari John Grimek, Steve Reeves e Arnold Schwarzenegger, seppur in epoche diverse.
E riflettiamo anche – meglio ancora, ci riflettano i 44 presidenti federali – sull’effettiva “funzionalità” della polverizzazione che contraddistingue l’attuale panorama agonistico italiano. Sono anni che pongo questa domanda ai diretti interessati; fatte salve rarissime risposte (peraltro non pienamente convincenti), il silenzio domina sovrano. Tutta lì, la loro dialettica? Probabilmente sarà anch’essa funzionale… ma confesso di non percepire bene a cosa lo sia.
È anche per tutti questi motivi (ma ce ne sarebbero tanti, tantissimi altri…), che gli auguri – purché sinceri – sono quanto mai bene accetti, specie in tempi come questi.
L’auspicio è che l’anno appena iniziato sia ricco di serenità e soddisfazioni di ogni genere: per ciascuno di noi, per le nostre famiglie e anche per la nostra beneamata disciplina del “ferro” – funzionale o disfunzionale che sia.
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